(A Rosalia Lombardo)


Nell’apparente tuo risveglio
nelle notti senza luna,
vi è forse la risposta
allo strazio di tuo padre
che, incredulo e irretito
per sorte innaturale,
ti volle creder viva,
soltanto addormentata,
e far fiorire i sogni
di un’anima bambina
in un tempo imperituro
che sfida anche la morte…
Bella… così graziosa
da beffeggiare ogni “Memento mori”,
tu dormi il sonno eterno
ai piedi della santa
di cui ricalchi il nome:
scolpita in volto
la beatitudine infantile
che non ha conosciuto
gli affanni della vita,
le angosce ed i tormenti…
Un angelo piovuto sulla terra:
nemmeno il tempo di poggiare i piedi al suolo;
una farfalla rimasta intrappolata
in una goccia d’ambra
che ne preserva, intatta,
la beltà…
Richiudi gli occhi tuoi,
ritorna al sonno eterno
che affranca il cuore dagli oneri del mondo; 63

dormi serena:
tu fosti tanto amata
che anche la morte, pietosa,
soccombette al proprio oltraggio…

ANNALISA BERTOLOTTI

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