Hai voglia di stare seduto in disparte a far niente
fissando le righe del foglio con gli occhi un po’ stanchi
e già torni sui vecchi ricordi portati dal vento
come onde di spuma che fanno gli spazi più bianchi.

Dai vetri rigati di pioggia di un pullman che parte
lei guarda la notte più scura del suo sentimento
e disegna la forma imperfetta di un cuore di carta
lasciando che una gemma di luce tradisca il rimpianto.

Può essere magia qualunque cosa fai, il treno delle sei,
qualunque cosa sai, notte di fughe o di ritorni
di giochi proibiti o versi in rima, con birre fredde
e pensieri strani, l’inchiostro fresco del tuo giornale
.


Nell’aria corrotta dal fumo di qualche raro passante
un uomo col bavero alzato rincasa scontento
una donna ha scoperto la gioia di essere madre
per le strade di questa città nuda come un’amante.

Il sorriso sul viso di un bimbo che dorme e che sogna
nella notte che avanza tra sprazzi di cielo stellato
accompagna la vita veloce d’ogni minuto passato
come la brace viva sul fondo di un camino mai spento.

Può essere magia qualunque cosa fai, il treno delle sei,
qualunque cosa sai, notte di fughe o di ritorni
di giochi proibiti o versi in rima, con birre fredde
e pensieri strani, l’inchiostro fresco del tuo giornale.


Hai ripreso la penna e ora scrivi di getto parole
come quando sul cuore stava inciso il suo nome
dell’amore che torna a bussare senti crescere l’onda
mentre l’alba si strappa sicura dal rumore di fondo.

La stazione è deserta e la pioggia è un ricordo bagnato
tra le dita lei tiene il biglietto di un nuovo ritorno
nel verde degli occhi socchiusi un po’ di sonno arretrato
un caffè per svegliare il suo giorno che nasce diverso.

– STEFANO PARESSINI

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